non so dove

La famiglia, gli affetti
quelli che qualcuno chiama, attaccamenti
sono per me salvifici.
Ovvio
alcuni di loro direbbero che sono molto assente
ovvio
alcuni di loro non credono di esserlo
ovvio
ma ora sto parlando di ciò che penso io, non loro.
Per chi frequenta dimensioni diverse
é importante fare buona punteggiatura con quelle esperienze
hai bisogno di consolazione
la normalità é infinitamente consolatoria
lo so sembra assurdo da dire
in questo mondo dove tutto appare allarrovescio
la dimensione umana, terrena, quotidiana, diurna
infinitamente consolatoria
gli affetti, la famiglia i legami
sono quelle cose che ti portano ad avere una ragione
in più, per staccarti.
Ho la sensazione che se non ci fossero queste sante pause
sì, anche il lavoro per pagare l’affitto o il mutuo
la pratica diverrebbe pericolosa
perchè drammaticamente più egocentrica.
Inoltre, devo con tristezza ammettere
solo nella relazione é possibile verificare la tua maturità spirituale
quanta distanza dall’equanimità nelle tue reazioni
sempre meno forse, ma sempre molta.
Credo fermamente salvifico, per me
l’uscire in modo deciso, ripetuto, piacevole
da quegli stati così affascinanti, estatici, eterei, luminosi
a volte terribili certo, ma non per questo meno affascinanti
grazie agli attaccamenti
che non sono affascinanti quanto gli altri
consolano da essi.
Penso sia una regola della curva armonica:
ha bisogno di compensare frequenze così diverse sopra e sotto l’ascissa
perché entrambe sappiano salire insieme nell’ordinata tempo
la cui derivata é l’eterno, l’integrale il momento.
I semplici riti quotidiani
seppur per certi versi odiosi
salvano
salva il riconoscerli, il viverli, il lasciarsi penetrare da essi
lo staccarsi da quell’abisso abitato che nella durata
stanca, scoraggia, ricorda chiaramente che non esisti
a volte salva, a volte ammazza.
Esistere salva, gli amori, i legami
ti strappano da quell’ ingordigia inspiegabile
ed in parte la soddisfano, la soddisfano
solo in parte.
La maggior parte del cuore sarà sempre altrove, non so dove
il sentirsi normali e qui, consola
così profondamente che non ho parole adeguate, giuste.

...

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