Gli amori delle donne, maggiormente i platonici
sono spesso mistica grezza e inconsapevole
a noi raramente concessa dalla storia.
Si attaccano ad un oggetto lontanissimo da ciò che sognano
per qualche motivo che non conoscono
ed a cui non sono minimamente interessate
perse profondamente nell’adesso come si sentono:
o lo perdono e lo rincorrono
_hanno identificato il sogno con qualcosa di esterno_
o lo abbracciano per modellarlo finalmente, a proprio gusto_
il sogno dell’altro mai chiesto, sono loro ovviamente, cos’altro?
Il sogno, ovviamente, va in frantumi sempre per colpa dell’altro o del mondo
loro di solito sono superiori ad entrambi ma nessuno lo capisce
incomprese a vita, sarà per il ciclo o la loro eterna unicità in serie.
In tutto questo l’altro, inebetito da seni e il resto
lascia la barca senza ancora, si lascia trasportare
ma non é amare la sua donna come lei crede
non é il mare, che neppure le donne spesso conoscono
é rinunciare momentaneamente al sé
per semplice avidità di piacere fisico
é annegare e trova pure pace, te credo!
Quella delle donne_degli uomini non posso parlare non ricordo_
è buona energia maldirezionata
colpa della storia, del pensiero, tutto,l’ antico e il contemporaneo
ed è anche colpa loro, delle donne, ma non si può dire!
Lo dico: la femmina continua a dormire
pensando di tenere tutto attaccato ad un capezzolo
non suo, non suo, come il figlio del resto.